Lainate, 12 agosto 2017 - Il miglior formaggio di capra al mondo costa 20 euro al chilo, ha un sottocrosta morbido e cremoso, è ottimo spalmato su una semplice fetta di pane, fuso con la polenta, mantecato nel risotto e lo producono in una azienda agricola a poco più di 20 chilometri dal Duomo. L’Agricola di Lainate ha vinto con il suo “Cremoso di capra” il primo premio come miglior formaggio morbido in assoluto al mondo all’edizione 2017 dell’International Cheese Awards a Nantwich, in Gran Bretagna. «Da sempre la nostra azienda valorizza il prodotto italiano, genuino, i sapori autentici - dice Aldo Santacatterina, proprietario dell’azienda -. Il km zero qui è da sempre il punto di partenza per tutto quello che facciamo: dai formaggi, ai salumi, alle carni. È una grande soddisfazione essere riusciti a conquistare un premio che riunisce tantissimi produttori di tutto il mondo. Devo il successo all’intraprendenza di Stefano e Andrea che sono partiti per l’Inghilterra con qualche forma di cremoso in macchina e per la prima volta nella storia della nostra attività hanno voluto confrontarsi con il mercato internazionale».

L’international Cheese Awards (ICA) è il più grande evento sul formaggio al mondo e ha festeggiato quest’anno la 120ª edizione. Più di 5.000 tipi di formaggi presenti provenienti da oltre 50 Paesi diversi.

Il Cremoso di capra ha vinto due volte: come migliore al mondo e come miglior formaggio italiano in concorso. Non bastasse, sul podio l’Agricola di Lainate è salita anche con il Blu di capra che si è portato a casa il bronzo. Il segreto? Un gregge di 500 capre di razza camosciata delle Alpi che producono latte freschissimo, l’abilità dei maestri casari e un processo delicatissimo di maturazione che dura circa 50 giorni. E tanta passione. «Non ci si ferma mai, il lavoro inizia alle 7 del mattino e si va avanti fino a sera. Non si parla di vacanze e non sappiamo cosa voglia dire ‘domenica’», prosegue Aldo che ha dato vita nel 1983 al negozio e al caseificio, dopo aver rilevato l’impresa agricola data in mezzadria al padre Pietro nel 1951.

All'inizio l’allevamento delle vacche, solo negli ultimi 15 anni sono arrivate le capre. Con Aldo lavorano i tre figli più grandi Andrea, Stefano, Fabio, la moglie Anna che segue la ristorazione e una squadra di 80 collaboratori preparatissimi. «Dopo 30 anni siamo pronti per una nuova sfida - dice Aldo -. Allarghiamo il negozio e ampliamo la gamma di vendita dei prodotti km zero». Oltre alla bottega, ci sono due ristoranti aperti a pranzo e a cena, l’ultimo nato sopra il laboratorio caseario è stato inaugurato lo scorso giugno e da solo conta 250 coperti. Ci sono, inoltre, la caffetteria, la latteria, la gelateria, la pasticceria e l’hamburgheria. Nel cassetto dei sogni di Aldo anche una scuola di ristorazione: «In cucina lo chef è l’artista che con gusto e passione mescola modernità e tradizione, senza mai eccedere nell’innovazione: il progetto è già pronto».